Nell'antica (ancient) Roma, i romani davano il "tu" a tutti: agli amici, ai soldati e anche all'imperatore. Nel I sec. d.C., gli imperatori  preferivano il "voi" e parlavano con il "noi" (il noi di maestà [Royal We]).

Poi (then), da circa il Duecento (1200) al Quattrocento (1400) era tipico dare agli artisti, ai personaggi famosi e alla nobiltà (nobility) il "Voi", ad es., "Vostra eccellenza", "Vostra signorìa", "Vostra Bontà", "Vostra Gentilizia", ecc. Con "l'Umanesimo" (Humanism)(1400), periodo storico per eccellenza del ritorno all"uomo" e all'antichità, gli "umanisti" hanno riportato il "tu" dei romani.

Già (already) alla fine del Cinquecento (1500), si vedevano forme di "Voi" e di "Lei". Poi,  come risultato della Inquisizione spagnola (Spanish Inquisition), il "Lei" che gli spagnoli utilizzavano per artisti, per personaggi famosi, per nobiltà, per persone che non si conoscevano, ecc. è rimasto (remained).  

Mussolini, protagonista del fascismo italiano nella prima parte del 1900, in un tentativo di riportare la lingua alla tradizione romana, sostituì (substituted) il "Lei" con il "voi" (come avviene [occurs] ancor'oggi nel francese). Con la caduta del regno fascista (the fall of the Fascist régime) è caduto anche questo uso del "voi". Oggi il "voi" non si usa più in italiano in questa funzione e rimane il "Lei" .

Questo "Lei", anche chiamato il "Lei di cortesia"è la forma verbale che si utilizza quando si parla o ad un uomo o ad una donna che non si conosce, verso cui si vuole mostrare rispetto e distanza (ad es., status sociale: dottore, professore, preside, ecc.). A fine (end) Novecento (1900) , la tendenza (tendency) dei giovani è di diminuire (diminish) sempre più l'uso del "Lei", sebbene (yet) il "dare del Lei" resti ancora una norma della lingua da rispettare.

Secondo la grammatica, questo "Lei di cortesia" è scritto con la MAIUSCOLA (capitals). La forma plurale del "Lei" è "Loro", ma la tendenza moderna sembra (seems) di  volere sostituire questo "Loro" con la 2° p. pl, il "voi" plurale. Grammaticalmente, il "Lei" è sempre alla 3° p. sing. femminile, anche se si riferisce ad un uomo. Solo gli accordi fatti con aggettivi o participi  che si riferiscono al pronome si fanno secondo il sesso, ad es., "Lei è molto stanco, signor Ferzini" vs. "Lei è molto stanca, signora Ferzini".


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Copyright © 1999 Nicla A. Gargano